viale Sant’Ignazio è contro #MatteoSalvini

A Cagliari, in viale Sant’Ignazio da Laconi, si può osservare (nel rispetto della libertà di manifestazione di pensiero). Vi è si la libertà di manifestazione di pensiero ma, io vorrei solo sapere chi ha imbrattato, nuovamente, i muri della Biblioteca di Scienze Economiche. Ora, da studente universitario che paga le Tasse, gradirei che chi ha creato questo scempio, ripulisca tutto.

UNA COSA MOLTO IMPORTANTE. Io ho 28 anni, sto passando i miei anni della giovinezza all’Università. I due articoli usciti oggi, nelle testate giornalistiche web [ YouTG.net e Casteddu Online – Cagliari Online ] con la presenza di una mia foto, non vuol ( e non permetto a nessuno di insinuare nulla ) che io ami la visibilità! Io sono un umile ragazzo che si fa il mazzo per tutto! Io odio chi mette la faccia solo per farsi bello. Mi hanno chiesto se potevano prendere la foto, e io ho acconsentito tranquillamente, METTENDOCI LA FACCIA. Perché è la cosa più corretta! Auto Responsabilizzazione. Notte

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Foto scattata da Fabio Argiolas
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Tanta fragilità, molte colpe [Azione Cattolica]

Non possiamo permetterci di perdere altro tempo e altre vite. Le calamità naturali non esistono in natura, esiste solo l’azione dell’uomo, la sua imperizia, l’assenza di comprensione e di rispetto dell’ambiente e delle sue regole, lo sfruttamento delle risorse che si fa rapina e spregio per il creato. Mentre piangiamo le molte vittime di questi giorni d’incessante ma non imprevedibile maltempo, nell’esprimere la vicinanza e il cordoglio di tutta l’Azione Cattolica a quanti hanno perso i cari e gli averi, non possiamo non sottolineare il comportamento di chi amministrando la cosa pubblica ha il dovere di non restare immobile. Continue reading “Tanta fragilità, molte colpe [Azione Cattolica]”

Fra il 9 e il 10 ottobre 2018 si è realizzata – al di là delle impressioni superficiali – l’ennesima calamità innaturale che ha colpito il Bel Paese.   Nel Cagliaritano, ancora una volta. Purtroppo, in Italia, negli ultimi 55 anni, sono stati più di 5.000 i morti a causa delle ripetute, consuete calamità innaturali. Da Olbia a Genova fino a Refrontolo e Livorno.   In tutta Italia. Si ripetono sistematicamente. Le cause?   Sempre le stesse: quella calamità che si chiama uomo. Questa volta una donna morta, un pastore disperso, la strada statale n. 195 interrotta per i crolli di due ponti, campagne allagate, 100 milioni di euro di danni. Continue reading “Sarebbe ora di cambiare registro per evitare le “calamità innaturali”. [di Gruppo di Intervento Giuridico]”

Il territorio sardo rivela un diffuso rischio idrogeologico: l’80% dei Comuni (306 su 377) è a rischio frane e alluvioni, con oltre 613 kmq. interessati (dati Ministero ambiente, 2013). Purtroppo, in particolare nell’autunno 2013, in concomitanza con eventi atmosferici intensi (“Ciclone Cleopatra”), si è verificata l’ennesima calamità innaturale in Gallura, nel Nuorese, nel Campidano, con nuovi gravissimi lutti e danni materiali. Nell’autunno 2015, negli stessi luoghi, la calamità innaturale s’è ripresentata. In questi giorni l’intera costa sud-occidentale sarda risulta isolata per l’interruzione della strada statale n. 195, sommersa e semi-distrutta dall’acqua. Non solo.  Si stima che le reti idriche isolane attualmente perdano circa il 55% dell’acqua trasportata (dati Agenia Consulting, 2014), a causa di carenze manutentive e di opere di adduzione obsolete. [via Dissesto idrogeologico, calamità innaturali e un grande piano di risanamento ambientale del territorio.]

AGGRESSIONE E VIOLENZA ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SUPERIORE:

AGGRESSIONE E VIOLENZA ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SUPERIORE: Senorbì (SU) – Carbonia (SU)Mercoledì scorso, nell’Istituto di Istruzione Superiore “Einaudi” di Senorbì (SU), si è verificato un atto al dir poco increscioso: in una classe uno studente di 16 anni ha impugnato una pattadese (coltello costruito nel paese di Pattada, nella provincia di Sassari) nei confronti di un suo compagno di classe di 15 anni, dopo un litigio nella Palestra dell’Istituto su citato. Ieri, 9 novembre, nell’Istituto Professionale “Emanuela Loi” di Carbonia un docente si è vista aggredire dagli studenti con lancio di libri, penne, matite e bottigliette di plastica. Continue reading “AGGRESSIONE E VIOLENZA ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SUPERIORE:”

Le forbici – Racconti ondivaghi che alla fine parlano sempre di amore

É una persona malata che ti trascinerà in questo vortice di follie; modificherà la tua bella testolina e spegnerà il tuo sorriso e i tuoi sogni, uno ad uno. Ti farà ritrovare sola, farà in modo di essere lui tutto il tuo mondo e quando non gli andrà, sparirà dalla tua vista, così perchè quel giorno si sarà svegliato male. Asciugati quella lacrima, cucciola mia, che sei libera se te ne accorgi – e poi ti puoi anche arrabbiare tantissimo- pensando che il filo che ti lega non è fatto di amore, ma è pura violenza. Arrabbiati e taglialo con tutta la forza che hai, perché lo sai che succederà?

–> https://raccontiondivaghi.wordpress.com/2018/08/26/le-forbici/

Sarebbe ora di cambiare registro per evitare le calamità innaturali| Stefano Deliperi

Sarebbe ora di cambiare registro per evitare le calamità innaturali| Stefano Deliperi

Fra il 9 e il 10 ottobre 2018 si è realizzata – al di là delle impressioni superficiali – l’ennesima calamità innaturale che ha colpito il Bel Paese, nel Cagliaritano, ancora una volta. Purtroppo, in Italia, negli ultimi 55 anni, sono stati più di 5.000 i morti a causa delle ripetute, consuete calamità innaturaliDa Olbia a Genova fino a Refrontolo e Livorno. In tutta Italia. Si ripetono sistematicamente. Le cause? Sempre le stesse: quella calamità che si chiama uomo. Questa volta una donna morta, un pastore disperso, la strada statale n. 195 interrotta per i crolli di due ponti, campagne allagate, decine di milioni di euro di danni. Proviamo a capire che cosa è successo nell’area dove pericoli e danni sono stati maggiori, il tratto del Rio Santa Lucia. Continue reading “Sarebbe ora di cambiare registro per evitare le calamità innaturali| Stefano Deliperi”

Oggetto: Precisazioni su articolo di Sandro Raggio, apparso nel sito di informazione “Il Manifesto Sardo”, sulle Alluvioni dal 2008 ad oggi – “Capoterra. Un’altra lezione (Pensando a Tamara)”

Il post “Capoterra. Un’altra lezione (Pensando a Tamara)” di Sandro Roggio apparso in questo blog, in data ieri è da ritenersi fuori dalle idee sacrosante che lo scrivente, proprietario unico di questo blog, ha di questi eventi calamitosi. Lungi da Lui esprimere, in toni polemici e critici, situazioni a lui estranee! Nei giorni successivi l’ennesima alluvione, a Capoterra e in zona limitrofe, lo scrivente ha posto in atto una specie di dossier, da concludere con fotogrammi e testimonianze.

Fabio Argiolas

Capoterra. Un’altra lezione (Pensando a Tamara) | di Sandro Roggio

Capoterra. Un’altra lezione (Pensando a Tamara) | di Sandro Roggio

Tra le cose che non vorrei vedere negli anni prossimi (già presumibilmente disgraziati) ci sono le inondazioni di luoghi più o meno abitati,  con le drammatiche arcinote conseguenze. Mi incupisce il  ricordo dell’allagamento  di una stanza di casa mia: qualche centimetro di acqua sul pavimento basta per farti capire come si può sentire- brrrr|! – un alluvionato vero. Non è difficile immedesimarsi nelle popolazioni di Olbia, dopo il 2 ottobre 2015 o di Capoterra in queste ore,   passata la tempesta, quando l’allarme resta alto nonostante la ricomparsa  del sole caldo dell’autunno sardo prolungato; poco rassicurante per chi si sente in trappola. Continue reading “Capoterra. Un’altra lezione (Pensando a Tamara) | di Sandro Roggio”

“Quell’apocalisse antropologica” di M. Antonietta Mongiu – UNIONE SARDA

“Quell’apocalisse antropologica” di M. Antonietta Mongiu – UNIONE SARDA

Le immagini dei danni provocati dalla pioggia sono la metafora di un problema sociale e culturale

Le immagini dei danni inferti dal maltempo denunciano assenza di manutenzione, abuso dei luoghi per l’arbitrio dei decisori politici, ma anche disconoscimento delle popolazioni. Una complicità che, per reciprocità e rispecchiamento, traccia un’interdipendenza assai tenace tra l’urbanistica del cemento, abusivismo e condoni. Indizio della stravolta percezione di suolo, paesaggio, ambiente ed esito di un processo che anche in Sardegna ha come denominatore l’assenza di competenze e di cultura. Continue reading ““Quell’apocalisse antropologica” di M. Antonietta Mongiu – UNIONE SARDA”