[Diamo a Cesare ciò che è di Cesare]

Io mi sto davvero facendo un fegato amaro. Uno di quelli che non auguro a nessuno. Ma siamo all’Università oppure alle Scuole Elementari? Dove non si faceva altro che farsi le “pernacchie” e prendersi in giro, pur di divertirsi.Premesso questo. Siccome sapete quanto io sia una persona buona, rispettosa di tutti, una persona alla quale non si può dire che non ha a cuore prendersi del tempo per quegli Amici che sanno dare tanto. Una persona molto calma, molto equilibrata con le parole. Ma quando io sono logorroico, pecco di irascibilità. E quando pecco di irascibilità, devo stare in una sedia e con la protezione divina, pur di non ferire l’anima di certe persone.

Vorrei finire questa settimana con un augurio, fatto con il cuore (quello grande). I primi giorni di Aprile ho ripreso in mano una cosa che mi sta a cuore: la mia Vita. Io ho deciso, senza che a nessuno deve interessare, di stare in giro a Cagliari con chi volevo io. Siccome, a differenza di qualcuno, NON MI SONO MAI PERMESSO DI APRIRE BOCCA SULLE VOSTRE RELAZIONI, FREQUENTAZIONI, AMICIZIE, perché sono cose importanti, ma sono tutte cose private. Come sono private le scelte degli Esami che si vogliono sostenere. Nulla è inutile. Nulla è tempo perso. Sapete quale è tempo perso? Quello fatto da chi, pur di far deprimere le persone, prendono la parola sulla cattiva (secondo loro) scelta di questi. Sapete, poi, cosa è inutile? Intromettersi, senza permesso, nella mia vita di relazione (Amicizia omissis.), e di cosa faccio nel tempo fuori dalla Facoltà.

Io ho fatto un errore, solo uno. Prendermi il lusso di rendere partecipe certe persone che conosco da anni, della mia vita. Mi piaceva perché è cosi che si fa con gli amici, quelli che davvero tengono a te. Ma non lo avrei mai dovuto fare. Da quel momento, ho capito che c’erano i presupposti di partire con la gelosia, con l’invidia e con le frecciate (pesanti). Non dico cosa penso perché: (1) siamo su Facebook, e non seduti sul tavolo di casa. (2) non mi sembra molto corretto dire ciò che sto pensando, perché sono molto rispettoso dell’utilizzo del contraddittorio e dell’utilizzo corretto di questo mezzo. Ma ho compreso davvero che posso contare solo su pochissime persone. Una in particolare. Quella che mi conosce e non si è, mai, permessa di giudicare la mia vita universitaria, la mia vita privata. Ho sbagliato in passato. Ma il passato è una cosa di ieri. L’Oggi e domani sono da costruire.

Quindi. Il perché di questo post? Non mi sento a mio agio quando qualcuno mi fa le pulci, su questo mezzo, con frecciate di dove vado, di che cosa faccio e con chi mi vedo. Ho perdonato tutto, ho perdonato la lontananza di molte “amicizie”, ho perdonato certi torti. Questo no. Giudicare! No. Mi fa saltare i nervi perché non ci sono solo io, in questo giudicare. No. Facciamoci tutti un pochino i cazzi nostri. E viviamo come ci pare e piace. Perché se dobbiamo farci anche i cazzi degli altri, non ci bastano 100 anni. Poi. Se trovate uno come me che, pur di essere volgare (non qui), si incazza molto su quello che fa, rischiate delle sfanculate potenti. Detto questo. Buon Venerdì.

Con Amore

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