Manuela e Riccardo. Storia di tentato femminicidio. Cagliari 14

CHI SIAMO NOI PER GIUDICARE. Ieri, nella zona dell’ex Stadio Sant’Elia, è avvenuta una tragedia. Un ragazzo ha provato a uccidere la sua fidanzata, dopo aver avuto delle discussioni animate, sentite in zona. L’ha picchiata e, pensando di averla uccisa (lei era riversa a terra in condizioni disperate ma, dall’Ospedale dove è ricoverata, dicono che è fuori pericolo), è salito nel cavalcavia nella zona del vecchio stadio e si è suicidato. E’ uno strazio per le due famiglie. Il ragazzo, oramai morto, per gli amici e i parenti è vivo ancora. Il tentato femminicidio avvenuto ieri, mi ha fatto pensare ad un altro femminicidio. Iglesias. Quello di una madre che ha perso la vita per mano del suo uxoricida. Chi siamo noi per giudicare, ho voluto intitolare il mio intervento, perché sto leggendo (anche se non sono connesso con lui, con Riccardo) tante brutte parole. E’ vittima due volte. La prima per la sua scelta. L’altra perché nel suo profilo ci sono “draghi di tastiera” che, non avendo altro da fare, commentano in forma gravissima, la sua persona e la sua dignità. Hanno scritto cose assurde che, se me le scrivessero a me, avrei un momento di sconforto e mi alzerei dalla bara e darei una lezione di vita a chi ama solo screditare. Lui, anche se ha commesso un atto crudele, è pur sempre una persona. E cosi sia. Dove erano le Istituzioni preposte quando Manuela era in difficoltà? Dove erano le Forze dell’Ordine, prima che succedesse ciò? Chiediamocelo. Dove eravamo noi, draghi di tastiere, quando Manuela era in difficoltà. Dove eravamo noi?

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Per una pastorizia e un’economia sarda, c’è bisogno di una politica che ascolta il comparto.

Lottiamo assieme per l’economia di tutti i sardi, e per il futuro della pastorizia. Mercoledì scorso, nei pressi del Centro Congressi “L’Anfora” a Tramatza, si è svolta la più importante e partecipata Assemblea dei pastori sardi, arrivati da tutta l’Isola, che chiedono alla Regione un impegno formale e non fatto di parole. Denunciano, a gran voce, che l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura spende 150 milioni per approvvigionare le casse delle sue Agenzie e di non dare risposte alla crisi del settore primario. “La pastorizia sarda sta morendo e non possiamo perdere altro tempo”, così si è espresso Felice Floris, leader storico del Movimento Pastori Sardi che, in una situazione di crisi del settore, chiama a raccolta tutti i Sindaci e tutti i sardi a combattere una lotta che interessa la Sardegna tutta. Ha aperto la seduta con un ringraziamento per la immensa partecipazione all’Assemblea e per avere ritrovato la forza di andare avanti anche con molti che non si vedevano da tempo. La richiesta più importante posta dall’Assemblea è che venga utilizzato, nell’immediato, l’1% del Bilancio Regionale per salvare le greggi dei pastori poiché, se il latte si paga solo 0,50 euro, non si riesce a soddisfare il fabbisogno economico del singolo allevatore e pastore. Si richiede, a gran voce, anche che ci sia la dichiarazione dello stato di calamità naturale per l’emergenza siccità che, in quest’ultimo anno, ha ambito la nostra Isola. Al loro fianco c’erano molti amministratori locali, privati cittadini ed, in veste di neo presidente dell’ANCI Sardegna, era presente il Sindaco di Bortigiadas, Emiliano Deiana che ha sancito, con il suo intervento, un patto forte tra l’ANCI Sardegna ed il Movimento. Ha promesso che l’ANCI sarà presente a Cagliari, a fine Luglio, e sarà al loro fianco per questa battaglia. Un importante passo in avanti profuso alla vera e propria stretta collaborazione. Felice Floris, storico leader del Movimento dei Pastori Sardi. Ha continuato con un accorato appello alla classe politica regionale apparso nella pagina Facebook dello stesso Movimento che, mi piacerebbe inglobare nell’articolo. “Nonostante le svariate assemblee e iniziative svolte nei mesi scorsi nessun provvedimento è stato adottato per attenuare gli effetti disastrosi di questa situazione. Con il latte che continua ad essere pagato circa 50 centesimi al litro, non siamo più in grado di campare il nostro bestiame. Adesso abbiamo davvero bisogno di aiuto: chiediamo un intervento pubblico immediato per salvare le greggi, ricordando che i nostri animali giustificano l’esistenza di un assessorato all’agricoltura con oltre 3000 dipendenti. Chiediamo al governo nazionale l’immediato riconoscimento dello stato di calamità naturale su tutto il territorio regionale e al governo regionale l’immediata applicazione dei benefici conseguenti”. Ci sono stati dei bellissimi e importanti interventi tra la gente. Tra gli interventi che vorrei ricordare sono quelli di Diego Manca, di Roberto Congia e di Alberto Congia che si è voluto incentrare sulla proposta di chiedere agli industriali del latte di fatturare tutti i prodotti dei pastori. Anche i giovani sono stati tra gli intervenuti e hanno mostrato solidarietà alla battaglia del MPS. Si chiede anche una cooperazione tra tutte le Associazioni di categoria del comparto agricolo, pastorale. La proposta è stata interpretata molto positivamente dalla plenaria. Non sono, però, mancati degli interventi che hanno scosso, negativamente, i pastori. Molti intervenuti hanno proposto di essere duri anche con le Cooperative che comperano i prodotti a poco prezzo sulle spalle dei nostri pastori. Amministratori Locali che davano un loro contributo per la causa importante. Non sono mancati anche dei momenti di suffragio per gli Amici che non sono più con noi ma che ci danno la forza di andare avanti. Una rinascita del Movimento Pastori Sardi, dopo anni dove non si sentiva la passione, da parte di molti, di “battere i tavoli”. Assemblea a tratti infuocata quella di Tramatza culminata con una bellissima azione di forza: entrambe le corsie della SS 131 bloccate per circa 35 minuti, per far capire ai sardi che non è più tempo di subire; anzi c’è necessità di stare sempre di più accanto a queste lotte che non servono solo per facciata e per una categoria di lavoratori.

Per me questa è stata, vista da estraneo al Movimento, una bellissima giornata dove ho capito che noi Sardi abbiamo tanto bisogno di unirci nelle battaglie verso una silente e aggressiva politica regionale che non rispetta la nostra dignità di Sardi. Lo ripeto ogni volta, ed ora lo riscrivo: Senza la pastorizia, senza l’allevamento e senza l’agricoltura, siamo economicamente arrivati alla fine di tutto. Non c’è economia senza il settore primario. Il settore primario è il volano della nostra Economia Sarda. Devono capirlo anche nelle stanze del potere legislativo ed esecutivo della Sardegna.

Non accetto che ci si dimentichi delle zone interne

Una domanda mi sorge spontanea. A quando la presa del Palazzo della Regione? I Sindaci e le popolazioni dell’entroterra sardo hanno terminato la “benzina” e quindi vogliono delle certezze, per il loro futuro. Per ora mi soffermo qui. Il mio prossimo post, un lenzuolo, sancirà la fine del mio appoggio alla Giunta Regionale. Il tempo delle promesse è terminato.

SANITÀ e OTTIMIZZAZIONE SERVIZI

Come ho scritto nella mia nota sulla pagina Facebook, mi sono avvicinato al Policlinico Universitario per richiedere una visita medica e mi sono accorto (facendo apposta il giro dai parcheggi e dalla zona X: le camere mortuarie) che hanno ampliato il Policlinico. L’ampliamento è stato eseguito inserendo 2 strutture nuove: quella dove ospita da pochissimi giorni il Nuovo Pronto Soccorso e un’altra che ospita il Blocco Pazientati da trasferire. Cioè: ci si lamenta troppo in fretta e non si notano queste novità. Una cosa la cambierei, in fretta: il Pronto Soccorso Ginecologico, dovrebbe essere trasferito nel Blocco adiacente il Pronto Soccorso Generale, per far si che ci sia un coordinamento più attivo tra settori. Anche perché, in quella zona, è presente la Rianimazione e l’Anestesia. Ma tutto è recuperabile. Un po disordinato all’interno, ma l’importante che tutto funzioni come si deve.

SCIOPERARE È DIRITTO DI TUTTI. IL DIRITTO ALLO STUDIO, INVECE?

In questi 2 giorni, nel web e nei siti tematici, legati al mondo Universitario, si stanno leggendo delle cose assurde, a mio modestissimo parere: cinquemila professori universitari scioperano e non garantiscono, a noi studenti, la sessione di Settembre. Per cosa scioperano non è dato saperlo. Ecco l’Italia del diritto allo studio, garantito dalla Costituzione. Riflettiamo.

LA MEMORIA CI AIUTA. TROPPO TARDI, A VOLTE. 

Stasera, come promesso, ero alla Messa in ricordo della nostra Roberta, uccisa nell’esercizio delle sue funzioni di Guardia Medica, nel Comune di Solarussa,già 14 anni fa. Nel viaggio di ritorno, ho riflettuto tanto sulle parole del Cappellano dell’Ospedale “San Martino”. Ho ragionato che la memoria ci ha insegnato e aiutato a porre in essere delle migliorie sulla sicurezza delle Guardie Mediche. Dal 2003, anno della morte di Roberta, si è deciso di istituire l’assistenza della Guardia Giurata nelle Guardie Mediche. In Italia, prima di fare una cosa ben fatta, deve morire, deve infortunarsi qualcuno? Non lo accetto. La mentalità nostra è: menefreghismo e pensare a come non prendersi responsabilità (stavo per scrivere una frase scurrile, ma la ho omessa). Penso che ci si debba fare un esame di coscienza. Non noi, ma la classe dirigente e politica. La memoria non ci aiuta, anzi, ci ripara dalle responsabilità.

PASTORI IN AGITAZIONE. 1 Luglio a Sardara.

In una giornata importante come questa, i pastori fanno fronte comune per rivendicare i loro diritti alla classe politica regionale. La Giunta di centrodestra, lo ammetto, non ha fatto nulla per salvaguardare la loro vita lavorativa. Non sto giustificando nessuno ma, la Giunta Pigliaru (da me, molte volte, lodata) si sta dimenticando che non è più tempo di svolgere l’ordinaria amministrazione. Ci sono da dare risposte chiare e immediate al mondo agro-pastorale. In questi anni, si è notato il completo disinteresse da parte dell’ex Assessora Falchi, in questo campo. Non lo dico io. Lo dicono i fatti. E questi fatti danno ragione agli Allevatori, Agricoltori e, soprattutto, ai Pastori. Non mi si dica, però, che si è fatto tanto e che, loro malgrado, stanno perdendo tempo a lamentarsi. Non l’accetto, non l’accettiamo come sardi. L’Assessore Caria, come si è mostrato in una intervista al TG di Videolina, ha detto che c’è “solo” da 90 giorni. E’ un commercialista, lui, che dovrebbe sapere che in 90 giorni si fa tanto, anche in campo finanziario. Si ricordi che ha, a sua disposizione, 3 Agenzie: ARGEA, LAORE e AGRIS. Cerchi di farle funzionare. I nostri nonni ed i nostri padri hanno vissuto nelle campagne, al pascolo e questo li rende più sardi di tutti gli altri. Se non esistessero i pastori, come anche gli agricoltori, la Sardegna non vivrebbe. Il comparto “Industria”, lo sappiamo, sta vivendo un periodo di declino. Quindi, secondo la Giunta Regionale, la Sardegna di cosa deve vivere se non dei frutti della terra? I Sardi si riuniscano e facciano sentire la vicinanza ai Pastori e al comparto Agro-pastorale. Ce lo chiedono i nostri figli, ad alta voce.