Sa Die e Sa Sardigna 2017

Ciao a tutti. Lungi da me fare polemiche su “Sa Die ‘e sa Sardigna” ma è importantissimo ricordarci della nostra storia. I Sardi sono e saranno sempre un popolo unito, anche nei momenti più difficili. #SaDie2017

COMUNICATO ASSOCIAZIONE STUDENTESCA UNIVERSITARIA “UNICA 2.0

Nella nostra attività politica e associazionistica, ci scontriamo ogni giorno con uno Stato italiano lontano, distante, che non risponde alle esigenze degli studenti e della generazione che rappresentiamo. Siamo la sesta regione europea per disoccupazione giovanile. Le nostre Università sono oggetto di tagli, discriminazioni, attacchi senza limiti con l’unico obiettivo di ridimensionare e tagliare.

I nostri trasporti sono in condizioni disastrose.  La nostra lingua, patrimonio culturale inestimabile, non viene pienamente riconosciuta e valorizzata.  La nostra storia, la nostra cultura, la quale ha contribuito a costruire il pensiero moderno ( da Emilio Lussu a Antonio Gramsci, volendone citare solamente due) sono completamente emarginati dal dibattito culturale italiano. La nostra Terra è umiliata da interessi speculativi e bellici, preda di interessi geopolitici e militari, indifesa dalle istituzioni che dovrebbero rappresentarne popolazione e autonomia, avvelenata dalle scorie di chi viene a inquinare, ammalare e deprimere, consapevole che nessuno gliela farà mai pagare.

Siamo una Regione dilaniata da tassi di povertà crescente, in cui famiglie e giovani sempre più poveri e sempre meno tutelati si sentono sempre più emarginati e senza la speranza di un futuro roseo, di fronte a un quadro in cui diseguaglianze e sperequazioni sono sempre più evidenti e sempre meno evidenziate. In questi anni abbiamo visto i responsabili di questo dramma che la nostra generazione vive dal vivo, ovvero le Istituzioni italiane e chi le governa, poco interessate a mutare tale situazione, quanto più prese dalla preoccupazione di mantenere ben saldo e consolidare l’intero apparato di potere, caratterizzato solo da profitti e rendite. Ma oggi, menzioniamo una categoria di persone che anziché rappresentare gli interessi della nostra Terra, se ne infischia e confonde la Regione con una terra da cui accingere voti: il parlamentare sardo.

Di seguito, raccontiamo la sua modalità di rapportarsi con la nostra Terra: si candida senza aver mai lavorato nel territorio al di là di incarichi partitici o politici per costruirsi uno slancio; vince le elezioni grazie al Porcellum; entra in Parlamento; per la Sardegna e i sardi non fa nulla durante l’intero mandato; torna in Sardegna a farsi la campagna per le prossime elezioni o incarichi di partito speculando nuovamente sui temi e sulle elaborazioni precedentemente realizzate e sudate dalle associazioni.

Mentre nella nostra Regione, nella quale inoltre i temi dell’istruzione e del diritto allo studio sono trattati non come opportunità di crescita e sviluppo della Sardegna ma come territorio di razzia e di speculazione politica, qualcuno sopravvive speculando dalle ultime forze di una Sardegna al collasso, tutto il resto muore. Il cambiamento nasce da noi, dal basso, da chi si occupa dei temi e delle questioni, slegandosi e liberandosi da logiche di potere e di spartizione che hanno devastato la nostra Terra.

Buona Die de sa Sardigna
Unica2.0 e i giovani Sardi

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